<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" version="2.0"><channel><atom:link rel="hub" href="http://tumblr.superfeedr.com/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"/><description>“Un turbine di vento non dura una mattina,
un rovescio di pioggia non dura una giornata”
Tao te ching.

Uomo, 28 anni.</description><title>Primavere e autunni</title><generator>Tumblr (3.0; @primavereautunni)</generator><link>http://primavereautunni.tumblr.com/</link><item><title>"Gran parte dell’eterogeneità e frammentazione spaziale della città contemporanea trova le..."</title><description>“Gran parte dell’eterogeneità e frammentazione spaziale della città contemporanea trova le proprie radici in successivi movimenti di rottura dei sistemi di solidarietà e nel corrispondente emergere di sistemi di intolleranza, siano essi di carattere sanitario, religioso, etnico o culturale, o riguardino differenti modi di vita o livelli di reddito, abitudini di consumo o scelte relative ai caratteri dello spazio abitabile. L’intolleranza nega la prossimità, separa e mette a distanza attività, edifici, spazi pubblici, loro abitanti e frequentatori. La configurazione della città e del territorio è cambiata ogniqualvolta, mutando aspetti fondamentali della struttura economica e sociale, si sono modificati i sistemi di solidarietà e intolleranza entro la società. L’intera storia della città occidentale, forse di ogni città, potrebbe essere scritta avendo riferimento ai sistemi di compatibilità e reciproca incompatibilità tra persone, gruppi sociali e attività che, nei diversi periodi e nelle diverse parti del pianeta, l’hanno marcata. Anche oggi la questione urbana si rivela sempre più come esplosione di nuovi sistemi di intolleranza.”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;Bernardo Secchi, &lt;em&gt;La città dei ricchi e la città dei poveri&lt;/em&gt;, Laterza 2013.&lt;/em&gt;</description><link>http://primavereautunni.tumblr.com/post/51306885244</link><guid>http://primavereautunni.tumblr.com/post/51306885244</guid><pubDate>Sat, 25 May 2013 17:31:26 +0200</pubDate><category>Bernardo Secchi</category><category>Urbanistica</category><category>Laterza</category><category>Libri</category></item><item><title>"Si era creata una prigione, e pareva ci stesse bene. Perciò la scoperta di una prigione in cui lo si..."</title><description>“Si era creata una prigione, e pareva ci stesse bene. Perciò la scoperta di una prigione in cui lo si poteva tenere ingiustamente, per forza, per violenza, per macchinazione e decisione altrui, aveva sommosso in lui un lucido e implacabile odio, una gelida e micidiale follia. E in fondo, nella vita, la più grande affermazione di libertà è quella di chi si crea una prigione. […] Ma la prigione vera, quella di cui gli altri tengono le chiavi, quella cui gli altri vi costringono, è appunto la negazione della prigione cui forse ogni uomo aspira e che alcuni, inconsapevolmente o meno, realizzano la propria vita.”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;Leonardo Sciascia, &lt;em&gt;Il contesto&lt;/em&gt;, Feltrinelli 1999.&lt;/em&gt;</description><link>http://primavereautunni.tumblr.com/post/51297579252</link><guid>http://primavereautunni.tumblr.com/post/51297579252</guid><pubDate>Sat, 25 May 2013 14:37:47 +0200</pubDate><category>Leonardo Sciascia</category><category>Libri</category><category>Feltrinelli</category></item><item><title>"Non temere il cielo diviso
tra il sole e la pioggia;
la Via puoi scoprire soltanto
nel contrasto..."</title><description>“Non temere il cielo diviso&lt;br/&gt;
tra il sole e la pioggia;&lt;br/&gt;
la Via puoi scoprire soltanto&lt;br/&gt;
nel contrasto degli eventi.&lt;br/&gt;
Inutile, perso nel bosco,&lt;br/&gt;
le parole mi hanno dimenticato;&lt;br/&gt;
altro per orientarmi non mi rimane&lt;br/&gt;
che un chiaro ruscello cantante&lt;br/&gt;
e il ricordo della tua pelle profumata.”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;Anonimo cinese.&lt;/em&gt;</description><link>http://primavereautunni.tumblr.com/post/51232348609</link><guid>http://primavereautunni.tumblr.com/post/51232348609</guid><pubDate>Fri, 24 May 2013 18:36:00 +0200</pubDate></item><item><title>"Essere in vita infatti non è altro
che il lusso di un ritardo, restare
nel possibile sospesi tra il..."</title><description>“Essere in vita infatti non è altro&lt;br/&gt;
che il lusso di un ritardo, restare&lt;br/&gt;
nel possibile sospesi tra il poco&lt;br/&gt;
e il troppo, ma sempre fuori posto,&lt;br/&gt;
sentendo che si può,&lt;br/&gt;
che si potrebbe, in un fresco presente&lt;br/&gt;
immaginato, pascolo ricco&lt;br/&gt;
che viene tralasciato.”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;Patrizia Cavalli, &lt;em&gt;Pigre divinità e pigra sorte&lt;/em&gt;, Einaudi 2006.&lt;/em&gt;</description><link>http://primavereautunni.tumblr.com/post/51066297699</link><guid>http://primavereautunni.tumblr.com/post/51066297699</guid><pubDate>Wed, 22 May 2013 14:46:25 +0200</pubDate><category>Patrizia Cavalli</category><category>Poesia</category><category>Libri</category><category>Einaudi</category></item><item><title>La giornata felice del comandante</title><description>&lt;p&gt;&lt;span class="userContent" data-ft='{"tn":"K"}'&gt;Da dove era arrivato quel ricordo? Nella steppa calmucca a sud di Stalingrado il comandante del corpo d&amp;#8217;armata sovietico aspettava che si interrompesse il fuoco d&amp;#8217;artiglieria che continuava a martellare incessantemente le postazioni nemiche, come un selvaggio rullo di tamburi della terra che invocava il suo legittimo sacrificio di sangue, fuoco e acciaio. Intorno a lui percepiva distintamente la t&lt;span class="text_exposed_show"&gt;ensione vibrante dei soldati pronti ad avanzare e la potenza trattenuta dei carri T-34, tesi come animali predatori pronti ad afferrare la vittima.&lt;br/&gt; Seguì con lo sguardo il volo di alcuni uccelli che sfrecciavano nell&amp;#8217;aria fredda del mattino, lontano dal fumo denso delle esplosioni che ritagliavano nel cielo la linea dell&amp;#8217;orizzonte. Fu allora che nella sua mente si presentò il ricordo di una giornata che aveva vissuto qualche anno prima, una giornata in cui era stato felice, con lei. Sorpreso, il comandante girava attorno a quel ricordo inaspettato di personale felicità, senza metterlo pienamente a fuoco, come temendo di farlo così svanire. Capì che si trattava di un dono precario della memoria sopravvissuto al tempo, e si promise di difenderlo e tutelarlo durante l’avanzata dei carri armati e della fanteria, sotto il fuoco tedesco, oltre la linea delle trincee nemiche. Avrebbe portato con sé quel ricordo fino a Berlino, se ci sarebbe arrivato, oppure lo avrebbe stretto tra le braccia mentre la vita gli si sottraeva attraverso le ferite aperte dai proiettili. Decise che una volta riconquistato quel ricordo, non avrebbe mai lasciato che venisse inghiottito di nuovo dall’oblio. &lt;br/&gt; Quando il tuono dei cannoni cessò, mentre l’eco delle esplosioni si disperdeva lentamente nel cielo luminoso, fu la sua voce rauca a spezzare l’attonito silenzio che per qualche secondo si era impossessato della steppa circostante: “avanzate, fino alla vittoria”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://primavereautunni.tumblr.com/post/51058669217</link><guid>http://primavereautunni.tumblr.com/post/51058669217</guid><pubDate>Wed, 22 May 2013 10:42:26 +0200</pubDate></item><item><title>"E’ delle città come dei sogni: tutto l’immaginabile può essere sognato ma anche il sogno..."</title><description>“E’ delle città come dei sogni: tutto l’immaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio, oppure il suo rovescio, una paura. Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure, anche se il filo del loro discorso è segreto, le loro regole assurde, le prospettive ingannevoli, e ogni cosa ne nasconde un’altra.&lt;br/&gt;
- Io non ho desideri né paure, - dichiarò il Kan, - e i miei sogni sono composti o dalla mente o dal caso.&lt;br/&gt;
- Anche le città credono d’essere opera della mente o del caso, ma né l’una né l’altro bastano a tener su le loro mura. D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.&lt;br/&gt;
- O la domanda che ti pone obbligandoti a rispondere, come Tebe per bocca della Sfinge.”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;Italo Calvino, &lt;em&gt;Le città invisibili&lt;/em&gt;, Mondadori 2010.&lt;/em&gt;</description><link>http://primavereautunni.tumblr.com/post/50986692603</link><guid>http://primavereautunni.tumblr.com/post/50986692603</guid><pubDate>Tue, 21 May 2013 15:06:16 +0200</pubDate><category>Italo Calvino</category><category>Libri</category><category>Mondadori</category></item><item><title>"Ogni bella giornata di novembre
è quasi sempre un’occasione persa.
La luce ha fretta
la luce..."</title><description>“Ogni bella giornata di novembre&lt;br/&gt;
è quasi sempre un’occasione persa.&lt;br/&gt;
La luce ha fretta&lt;br/&gt;
la luce di novembre non aspetta,&lt;br/&gt;
ci pensi sopra e non è più in offerta.&lt;br/&gt;
E ci si illanguidisce alla promessa&lt;br/&gt;
di una felicità, ah, più che certa&lt;br/&gt;
se solo avessi avuto l’accortezza&lt;br/&gt;
di predisporre il giusto materiale:&lt;br/&gt;
un giro inconcludente in bicicletta&lt;br/&gt;
e labbra sfaccendate da baciare.”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;Patrizia Cavalli, &lt;em&gt;Pigre divinità e pigra sorte&lt;/em&gt;, Einaudi 2006.&lt;/em&gt;</description><link>http://primavereautunni.tumblr.com/post/50514070616</link><guid>http://primavereautunni.tumblr.com/post/50514070616</guid><pubDate>Wed, 15 May 2013 21:46:51 +0200</pubDate><category>Patrizia Cavalli</category><category>Poesia</category><category>Einaudi</category><category>Libri</category></item><item><title>"Che forse non è questo il mio mestiere?
Perdere tempo, questo è il mio mestiere,
e il bello è..."</title><description>“&lt;p&gt;Che forse non è questo il mio mestiere?&lt;br/&gt;
Perdere tempo, questo è il mio mestiere,&lt;br/&gt;
e il bello è perdere quel che non si ha.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Ho perso tempo e certo non l’avevo&lt;br/&gt;
ma io perdendo prendo, anzi ricevo,&lt;br/&gt;
lusso supremo, la mia immortalità.&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;Altro non voglio infatti che essere immortale&lt;br/&gt;
qui in questa terra essere immortale, sospesa&lt;br/&gt;
in mezzo al tempo non più mio, esposta&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;e già finita, chiuso animale che certo&lt;br/&gt;
non risorge, giocando alle parole sono l’inizio.&lt;/p&gt;”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;Patrizia Cavalli, &lt;em&gt;Pigre divinità e pigra sorte&lt;/em&gt;, Einaudi 2006.&lt;/em&gt;</description><link>http://primavereautunni.tumblr.com/post/50503180184</link><guid>http://primavereautunni.tumblr.com/post/50503180184</guid><pubDate>Wed, 15 May 2013 18:36:55 +0200</pubDate><category>Patrizia Cavalli</category><category>Poesia</category><category>Einaudi</category><category>Libri</category></item><item><title>"Sempre voler capire. Non si può.
Bisogna cedere, bisogna ritirarsi,
bisogna fare come fanno i..."</title><description>“Sempre voler capire. Non si può.&lt;br/&gt;
Bisogna cedere, bisogna ritirarsi,&lt;br/&gt;
bisogna fare come fanno i gatti&lt;br/&gt;
quando si acquattano, i muscoli in un fremito&lt;br/&gt;
contratti, prima di scagliarsi verso&lt;br/&gt;
una qualche preda, che sia per gioco&lt;br/&gt;
o che sia roba seria; o quando in ferocissimo&lt;br/&gt;
kabuki affrontano il rivale, e l’universo&lt;br/&gt;
intero allora si concentra in un assorto&lt;br/&gt;
e millimetrico avanzare, e poi&lt;br/&gt;
senza preavviso, forse perché si sta mettendo&lt;br/&gt;
male - la scusa è sempre una mosca o un moscerino&lt;br/&gt;
che si ritrova dalle loro parti -&lt;br/&gt;
guardano in giro, si fingono distratti,&lt;br/&gt;
loro che c’entrano? Mica era sul serio!&lt;br/&gt;
Ma chissà, forse si distraggono davvero.”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;Patrizia Cavalli, &lt;em&gt;Pigre divinità e pigra sorte&lt;/em&gt;, Einaudi 2006.&lt;/em&gt;</description><link>http://primavereautunni.tumblr.com/post/50352869407</link><guid>http://primavereautunni.tumblr.com/post/50352869407</guid><pubDate>Mon, 13 May 2013 19:50:33 +0200</pubDate><category>Patrizia Cavalli</category><category>Poesia</category><category>Einaudi</category><category>Libri</category></item><item><title>"Andavo nel silenzio prima
andavo nel silenzio e il suono
si levava dal silenzio
e mi raggiungeva,..."</title><description>“Andavo nel silenzio prima&lt;br/&gt;
andavo nel silenzio e il suono&lt;br/&gt;
si levava dal silenzio&lt;br/&gt;
e mi raggiungeva, perché io l’ascoltavo&lt;br/&gt;
nel silenzio e stava lì con me&lt;br/&gt;
entrando in casa. E noi eravamo insieme&lt;br/&gt;
e il buio silenzioso ci sognava.”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;Patrizia Cavalli, &lt;em&gt;Pigre divinità e pigra sorte&lt;/em&gt;, Einaudi 2006.&lt;/em&gt;</description><link>http://primavereautunni.tumblr.com/post/50245661632</link><guid>http://primavereautunni.tumblr.com/post/50245661632</guid><pubDate>Sun, 12 May 2013 12:27:21 +0200</pubDate><category>Patrizia Cavalli</category><category>Poesia</category><category>Libri</category><category>Einaudi</category></item><item><title>"No, io non posso amare quel che sei,
quello che sei è in verità uno sbaglio.
C’è in te però..."</title><description>“No, io non posso amare quel che sei,&lt;br/&gt;
quello che sei è in verità uno sbaglio.&lt;br/&gt;
C’è in te però una grazia che oltrepassa&lt;br/&gt;
quello che tu in ostinatezza sei.&lt;br/&gt;
Qualche cosa che è tuo e non ti appartiene,&lt;br/&gt;
che è in te origine ma da te diviso,&lt;br/&gt;
che a te si accosta cauto, spaventato&lt;br/&gt;
del suo stesso incontenibile splendore.”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;Patrizia Cavalli, &lt;em&gt;Pigre divinità e pigra sorte&lt;/em&gt;, Einaudi 2006.&lt;/em&gt;</description><link>http://primavereautunni.tumblr.com/post/50165403170</link><guid>http://primavereautunni.tumblr.com/post/50165403170</guid><pubDate>Sat, 11 May 2013 16:00:36 +0200</pubDate><category>Patrizia Cavalli</category><category>Poesia</category><category>Einaudi</category><category>Libri</category></item><item><title>"E’ mattino ancora, e già i venti
s’addormentano in cielo. Poco a poco,
la nebbia antica..."</title><description>“E’ mattino ancora, e già i venti&lt;br/&gt;
s’addormentano in cielo. Poco a poco,&lt;br/&gt;
la nebbia antica e smorta si solleva.&lt;br/&gt;
Fiammeggiante, un varco s’apre il sole&lt;br/&gt;
nell’argento annebbiato di quest’acque.&lt;br/&gt;
E’ mattino, amor mio, fugge la notte&lt;br/&gt;
e si esclissa nel miele dei tuoi occhi&lt;br/&gt;
l’amaro delle ombre e delle pene.”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;José Saramago, &lt;em&gt;Poesie&lt;/em&gt;, Einaudi 2002.&lt;/em&gt;</description><link>http://primavereautunni.tumblr.com/post/50090633499</link><guid>http://primavereautunni.tumblr.com/post/50090633499</guid><pubDate>Fri, 10 May 2013 16:42:47 +0200</pubDate><category>José Saramago</category><category>Poesia</category><category>Einaudi</category><category>Libri</category></item><item><title>"Il più ciarliero era stato poeta concreto e ora è vicesegretario del segretario di un delegato o..."</title><description>“Il più ciarliero era stato poeta concreto e ora è vicesegretario del segretario di un delegato o segretario del vicesegretario di un delegato e l’altro lo accompagna come interprete.&lt;br/&gt;
“Ma ad Almerìa non parlano castigliano o andaluso?”&lt;br/&gt;
“Sono molto scarsi di comprendonio, e a me piace parlare in concettuale e lui mi traduce. Io dico: se non sottoscrivete il rimodellamento che implica una riforma agraria legata alle idee della modernità che ci conducono a una tecnologia di punta, perderemo il treno della terza rivoluzione industriale per certi pruriti ideologici facenti parte del patrimonio svalutato del periodo tra le due guerre. E lui traduce.”&lt;br/&gt;
“E come traduce?”&lt;br/&gt;
“Dico: se non date retta ai capi, resterete nella disoccupazione politica, una delle peggiori disoccupazioni che ci siano. E così capiscono divinamente.”&lt;br/&gt;
“Certo, Paco, certo!””&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;Manuel Vàzquez Montalbàn, &lt;em&gt;Cercasi Shahrazad&lt;/em&gt;, da &lt;em&gt;Storie di padri e figli&lt;/em&gt;, Feltrinelli 2001.&lt;/em&gt;</description><link>http://primavereautunni.tumblr.com/post/49932139410</link><guid>http://primavereautunni.tumblr.com/post/49932139410</guid><pubDate>Wed, 08 May 2013 15:35:39 +0200</pubDate><category>Manuel Vàzquez Montalbàn</category><category>Pepe Carvalho</category><category>Feltrinelli</category><category>Libri</category></item><item><title>"In che lingua si dice, in che nazione,
in quale umanità s’è mai imparato
il verbo che può dar..."</title><description>“In che lingua si dice, in che nazione,&lt;br/&gt;
in quale umanità s’è mai imparato&lt;br/&gt;
il verbo che può dar ordine al caos&lt;br/&gt;
che in questo turbinio s’è formato?&lt;br/&gt;
Che sussurro di vento, che dorato&lt;br/&gt;
canto d’uccello su in alto posato&lt;br/&gt;
può dire, a voce, quello che, tacendo,&lt;br/&gt;
nel silenzio degli occhi confessiamo?”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;José Saramago, &lt;em&gt;Poesie&lt;/em&gt;, Einaudi 2002.&lt;/em&gt;</description><link>http://primavereautunni.tumblr.com/post/49858771848</link><guid>http://primavereautunni.tumblr.com/post/49858771848</guid><pubDate>Tue, 07 May 2013 17:37:00 +0200</pubDate><category>José Saramago</category><category>Poesia</category><category>Einaudi</category><category>Libri</category></item><item><title>"Quando i piedi ripresero a camminare lo condussero alla succursale della cassa di risparmio nei..."</title><description>“Quando i piedi ripresero a camminare lo condussero alla succursale della cassa di risparmio nei paraggi e una volta lì si domandò che cosa ci fosse andato a fare. Ma le sue labbra stavano già parlando con il direttore per chiedergli l’estratto conto e qualche orientamento su che fare con i soldi accumulati. Lo sapeva già, ma aveva voglia di deprimersi per sempre, per tutta l’eternità.&lt;br/&gt;
[…]&lt;br/&gt;
“Possiamo fare qualche piccolo movimento con il suo capitale. In borsa, per esempio.”&lt;br/&gt;
“Non credo nella speculazione capitalista.”&lt;br/&gt;
“La casa di Vallvidrera è di sua proprietà. Può ipotecarla o venderla.”&lt;br/&gt;
“La propria casa non si vende. Preferisco darle fuoco. Che cosa si può fare con dieci milioni di pesetas?”&lt;br/&gt;
“Spenderli, con prudenza quando non sarà più in grado di lavorare. Immagini che avrà bisogno di centomila pesetas al mese per sopravvivere. Tirando un po’ la cinghia le possono durare fino a dieci anni.”&lt;br/&gt;
“Un’altra opzione.”&lt;br/&gt;
“Compri qualcosa o si faccia il giro del mondo.”&lt;br/&gt;
L’uomo aveva tirato fuori l’umorismo nascosto nella cassa di sicurezza ad apertura ritardata.&lt;br/&gt;
“E’ una grande idea. Comprerò alla mafia russa una partita di caviale un po’ deteriorato o brucerò libri fino a notte fonda e in inverno viaggerò verso il Sud.””&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;Manuel Vazquez Montalbàn, &lt;em&gt;L’uomo della mia vita&lt;/em&gt;, Feltrinelli 2005.&lt;/em&gt;</description><link>http://primavereautunni.tumblr.com/post/49444203525</link><guid>http://primavereautunni.tumblr.com/post/49444203525</guid><pubDate>Thu, 02 May 2013 18:44:11 +0200</pubDate><category>Manuel Vàzquez Montalbàn</category><category>Pepe Carvalho</category><category>Feltrinelli</category><category>libri</category></item><item><title>"Che gran pena la partenza, amico mio!
Io, tra poco, lentamente, avrò accesso nella nebbia.
Al mio..."</title><description>“Che gran pena la partenza, amico mio!&lt;br/&gt;
Io, tra poco, lentamente, avrò accesso nella nebbia.&lt;br/&gt;
Al mio desco ed alla gente di Lo-yang ritornerò,&lt;br/&gt;
tra campane ormai stonate per i boschi di Kuang-ling.&lt;br/&gt;
Presto, all’alba, noi ci siamo separati;&lt;br/&gt;
ed ancora, un’altra volta, dove mai ti troverò?&lt;br/&gt;
Sorte e attività mondane: una barca tra le onde;&lt;br/&gt;
ed in tali gorghi e rive chi potrebbe mai restare?”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;Wei Ying-Wu (736-800), &lt;em&gt;Poesia cinese dell’epoca T’ang&lt;/em&gt;, Rizzoli 2007.&lt;/em&gt;</description><link>http://primavereautunni.tumblr.com/post/49434365412</link><guid>http://primavereautunni.tumblr.com/post/49434365412</guid><pubDate>Thu, 02 May 2013 14:59:18 +0200</pubDate><category>Wei Ying-Wu</category><category>Poesia cinese</category><category>Rizzoli</category><category>Libri</category></item><item><title>"Ci sono cose che scompaiono senza quasi farsi notare. E talvolta sono cose essenziali."</title><description>“Ci sono cose che scompaiono senza quasi farsi notare. E talvolta sono cose essenziali.”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;Roberto Calasso, &lt;em&gt;L’impronta dell’editore&lt;/em&gt;, Adelphi 2013.&lt;/em&gt;</description><link>http://primavereautunni.tumblr.com/post/49433237837</link><guid>http://primavereautunni.tumblr.com/post/49433237837</guid><pubDate>Thu, 02 May 2013 14:28:00 +0200</pubDate><category>Roberto Calasso</category><category>Adelphi</category><category>Libri</category></item><item><title>"Qualcuno oggi ti ha detto
che non esiste intelligenza senza bontà.
Il fiore del Loto spunta dal..."</title><description>“Qualcuno oggi ti ha detto&lt;br/&gt;
che non esiste intelligenza senza bontà.&lt;br/&gt;
Il fiore del Loto spunta dal fango&lt;br/&gt;
ma da questo non viene contaminato.&lt;br/&gt;
Dalla polvere pesante di libri dimenticati&lt;br/&gt;
può nascere un fiore bianco, splendente&lt;br/&gt;
come le parole di chi ha saputo ricordarti&lt;br/&gt;
che il tuo cuore è in grado di battere ancora.”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;Anonimo giapponese.&lt;/em&gt;</description><link>http://primavereautunni.tumblr.com/post/49307013508</link><guid>http://primavereautunni.tumblr.com/post/49307013508</guid><pubDate>Wed, 01 May 2013 00:13:20 +0200</pubDate></item><item><title>Dal "Manuale del buon libraio"/3. Capitolo finale</title><description>&lt;p&gt;&lt;span class="userContent" data-ft='{"tn":"K"}'&gt;&amp;#8220;Chi sostiene che il lavoro di libraio sia molto riposante per il corpo e per l&amp;#8217;anima non ha mai conosciuto l&amp;#8217;ultimo giorno del libraio in liquidazione&amp;#8221;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://primavereautunni.tumblr.com/post/49273944270</link><guid>http://primavereautunni.tumblr.com/post/49273944270</guid><pubDate>Tue, 30 Apr 2013 21:11:35 +0200</pubDate><category>Libreria</category></item><item><title>"La tortora è felice 
del prato dove svolazza,
il falco non si contenta
di una singola foresta.
Del..."</title><description>“La tortora è felice &lt;br/&gt;
del prato dove svolazza,&lt;br/&gt;
il falco non si contenta&lt;br/&gt;
di una singola foresta.&lt;br/&gt;
Del Vero e del Falso&lt;br/&gt;
tu mi chiedi l’origine;&lt;br/&gt;
nient’altro posso indagare&lt;br/&gt;
che le sfumature delle parole&lt;br/&gt;
di colei che ha varcato la soglia&lt;br/&gt;
della mia anima.”&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; - &lt;em&gt;Anonimo cinese.&lt;/em&gt;</description><link>http://primavereautunni.tumblr.com/post/49113985476</link><guid>http://primavereautunni.tumblr.com/post/49113985476</guid><pubDate>Sun, 28 Apr 2013 21:21:00 +0200</pubDate></item></channel></rss>
