"Bisogna anzitutto evitare quell’ingannevole conteggio artificioso che induce ormai molti osservatori a parlare di seconda e persino di una immaginifica terza repubblica. Molti, e insuperabili, sono gli inconvenienti di questa classificazione alla francese. In Francia la numerazione progressiva ha un senso costituzionale molto preciso. Ogni repubblica che scandisce la storia transalpina, così ricca di fratture, si accompagna ad un atto formale che registra una grande discontinuità istituzionale, visibile anche nelle date del calendario. Ogni repubblica si dota di un nuovo impianto costituzionale per voltare definitivamente pagina e vivere in un inedito assetto di poteri con diverse regole dettate da vittoriosi padri costituenti. In Italia però questa numerazione alla francese è assurda perché costruita sul vuoto più completo di fratture esplicite della linea di continuità costituzionale. […] Nulla più che una metafora giornalistica può essere la formula di una terza repubblica. In termini strettamente costituzionali, non è stata celebrata alcuna solenne discontinuità e pertanto l’unica repubblica reale resta quella che ha festeggiato il due giugno 2006 il suo sessantesimo compleanno."

— Michele Prospero, La costituzione tra populismo e leaderismo, Franco Angeli 2007.