"Coloro che all’interno degli Stati Uniti guardavano con simpatia e possibilismo alla eventualità di un ingresso dei comunisti al governo, soprattutto in Italia, sostenevano che i partiti comunisti dell’Europa occidentale (e quello italiano in particolare) fossero ormai genuinamente autonomi da Mosca. Era questa un tesi non condivisa da Kissinger, in quanto inaccettabile rispetto alle premesse su cui si fondava la sua strategia. L’obiettivo della distensione era una stabilizzazione consensuale del bipolarismo, negoziata con Mosca. Le forze comuniste nazionali e indipendenti dell’Europa occidentale costituivano, per Washington come per Mosca, elementi turbatori di tale strategia. Non a caso Kissinger giunse a paragonare i comunisti italiani ai dissidenti del blocco comunista: soggetti destabilizzanti di un ordine bipolare che andava attentamente mantenuto e rafforzato."

— Mario Del Pero, Henry Kissinger e l’ascesa dei neoconservatori, Laterza 2006.

"Per “teologia politica” si intende qui la legittimazione teologica di un ordine politico, la deduzione di una forma politica dalla religione; un’altra accezione del termine - la teologia politica intesa come specifica teoria della secolarizzazione, che individua un’analogia strutturale tra forma dell’argomentare teologico e la concettualità del diritto pubblico statale -, discende dalla prima, di cui è la forma razionale moderna; altra cosa è invece la teologia politica critica, cioè la desacralizzazione della politica alla luce della dimensione escatologica del cristianesimo, diversa a sua volta dall’impegno per un’ermeneutica e una realizzazione politica del Vangelo nella società di oggi (quella che negli anni ‘60 e ‘70 del XX secolo si definiva “la nuova teologia politica”). Queste quattro accezioni del termine rientrano evidentemente nella distinzione proposta da Assmann fra teologica politica della stabilità (le prime due) e teologica sociale della critica e della mobilitazione (le altre due)."

— Carlo Galli, Non nominare il nome di Dio invano, Il Mulino 2011.

"

Io ci sono. Tu - ci sarai. Ci divide un abisso.
Io che bevo. Tu - che riardi. Come fare a trovarci?
Dieci anni, anzi no, centomila
ci separano. I ponti Dio non li fa.

"Sii! Ora!" è il mio comandamento. O almeno
va’ per la tua strada e lasciami crescere.
Io ci sono. Tu - ci sarai. Tra dieci inverni
tu mi dirai: “Ora ci sono!”, ma io: “Era tanto tempo fa…”

"

— Marina Cvetaeva, Scusate l’Amore. Poesie 1915-1925, Passigli 2013.

"Il potere più falso è proprio quello che simula la trasparenza ormai raggiunta, che celebra la estraneità dei suoi interpreti al professionismo politico e che si propone al pubblico come una entità amica che smaschera, dischiude, disvela."

— Michele Prospero, Il libro nero della società civile, Editori Riuniti 2013.

"Il suo parlare mi ricordava una sorta di smorzato tubare, contenuto, casto e nondimeno torrido, un mormorare di fonti sotterranee, il lontano rullare di treni lontani, che talvolta si sente nelle notti insonni, e la più banale delle sue parole acquistava per me, grazie a questa profondità del timbro col quale veniva pronunciata, la pienezza, il vigore espressivo di un remoto linguaggio primitivo, non esattamente comprensibile ma certo chiaramente intuibile, scomparso, forse una volta vagamente inteso in sogno."

— Joseph Roth, La Cripta dei Cappuccini, Adelphi 1992.

"Vorrei essere riuscito a far comprendere che la nostra azione politica non si può condurre soltanto in difesa di posizioni di principio, ma deve sempre tener conto di numerosi altri elementi. Sono oramai ben più di dieci anni, anzi, direi che è dal tempo della guerra di Spagna che noi ci studiamo di muoverci in questo modo, e questa è una delle cause del nostro grande sviluppo, perché migliaia e migliaia di lavoratori hanno capito che noi siamo un partito rivoluzionario, ma un partito che sta coi piedi per terra ed è capace di guidarli a quelle conquiste parziali che sono necessarie e possibili in ogni momento. Questa osservazione vale ancora di più per il movimento sindacale. L’organizzazione sindacale, più ancora del partito politico, deve sapere, dopo avere avanzato e difeso le sue posizioni di principio, accettare quelle condizioni che in quel momento, data la situazione del movimento, bisogna accettare per non essere tagliati fuori dal contatto con le masse, dalla successiva trattativa sindacale, ecc."

— Palmiro TogliattiLa guerra di posizione in ItaliaEpistolario 1944-1964, Einaudi 2014.

""La menzogna è più forte della verità. Più forte della vita. Sta alle radici dell’essere, frondeggia al di là della vita". L’oscuro stormire degli alberi lungo la strada di San Martino si propagò alle più oscure fronde della menzogna. "Le radici, le fronde!": con disgusto spesso si sorprendeva a pensare per immagini. "Il bambino mente come respira: e noi gli crediamo. E così crediamo al selvaggio: sulla parola dei padri gesuiti, tutto sommato. E crediamo che la verità era prima della storia, e che la storia è menzogna. Invece è la storia che riscatta l’uomo dalla menzogna, lo porta alla verità: gli individui, i popoli…"."

— Leonardo Sciascia, Il Consiglio d’Egitto, Adelphi 2010.

"La mia opinione è che se oggi, in Italia, pur non avendo prodotto un grande numero di lavori originali, siamo riusciti a stabilire ampi contatti col mondo della cultura e a penetrarvi, ciò dipende dal fatto che abbiamo evitato la posizione dei giudici che stanno al di fuori, ma abbiamo cercato di sviluppare la nostra competenza, abbiamo favorito e compiuto ricerche oggettive, non abbiamo respinto o, peggio ancora, ignorato quello che viene da altre parti, siamo entrati e rimasti nel dibattito senza ostentare pretese di infallibilità. Qui sta, del resto, uno dei motivi del grande successo dell’opera di Gramsci, che giunge sino ai giudizi più aspri, ma sempre seguendo passo a passo l’avversario, con scrupolo di filologo e di vero studioso."

— Palmiro TogliattiLa guerra di posizione in ItaliaEpistolario 1944-1964, Einaudi 2014.

Libri letti durante le vacanze 2014

Mario Del Pero, Henry Kissinger e l’ascesa dei neoconservatori, Laterza 2006.

Michele Prospero, Il libro nero della società civile, Editori Riuniti 2013.

Joseph Roth, La Cripta dei Cappuccini, Adelphi 1992.

Carlo Galli, Non nominare il nome di Dio invano, Il Mulino 2011.

Leonardo Sciascia, Il Consiglio d’Egitto, Adelphi 2010.

Michael Confino, Il catechismo del rivoluzionario, Adelphi 2014.

M. Cvetaeva, R. M. Rilke, Lettere, SE edizoni 2010. 

"Noi, per più di vent’anni, abbiamo mantenuto un sistema parlamentare senza più colonne d’appoggio, ovvero i partiti, che sono i canali per la formazione della volontà popolare. Al posto dei partiti ci sono i mass media, le lobby. Lo squilibrio è arrivato a un punto i crisi proprio perché non si è tenuto troppo in conto il fatto che la questione del fare o non fare i partiti è una decisione anche costituzionale. O si conserva il sistema parlamentare, ma questo deve avere gruppi parlamentari forti, autonomi, oppure si fa un sistema diverso, un sistema, come quello americano, di tipo presidenziale, in cui i partiti attenuano il loro ruolo."

— Emanuele Macaluso, da Left wing 3/2014