"Gli alberi sembravano impegnati in una danza di corteggiamento con le loro ombre."

— Azar Nafisi, Leggere Lolita a Teheran, Adelphi 2004.

"Di fronte alle reazioni ostili dei mercati europei e americani […] contro l’emergente industria cinese del solare e i suoi prezzi stracciati, le autorità di Pechino hanno scelto di rivedere l’obiettivo di sviluppo dell’energia solare a livello nazionale, innalzandolo fino a 20 GW entro il 2015 (attualmente ci sono appena 3 GW). Se riuscirà a centrare quest’obiettivo, la Cina diventerà con ogni probabilità il secondo mercato mondiale per questo settore, arrivando a sviluppare in tre anni lo stesso quantitativo di energia solare che la Germania è riuscita a sviluppare in un decennio. […]
Il visionario e ambizioso XII piano quinquennale cinese (2011-2015) punta a investire 1.500 miliardi di dollari (il 5 per cento del Pil) in una serie di settori: tecnologia per il risparmio energetico e l’ambiente, biotecnologie, informatica di nuova generazione, manifatturiero avanzato, nuovi materiali, combustibili alternativi e auto elettriche. […]
Partendo dalla consapevolezza ce in futuro il vantaggio competitivo sarà dato da un’efficace gestione delle risorse e da una riduzione degli sprechi e dell’inquinamento, la strategia di “sviluppo verde” della Cina sta ridefinendo il concetto di sviluppo economico “ottimale”, attraverso misure aggressive, sia sul versante della domanda che su quello dell’offerta."

— Mariana Mazzucato, Lo stato innovatore, Laterza 2014.

"Una migrazione cosmica è iniziata stasera:
carovane di alberi per la terra scura,
filari di grappoli pronti alla vendemmia,
cascate di stelle di casa in casa,
fiumi che risalgono i corsi - all’indietro!
Tutto questo è stasera, che dormo con te."

— Marina Cvetaeva, Scusate l’Amore. Poesie 1915-1925, Passigli 2013.

"Se gli anni e i secoli che trascorrono si bruciano in un paragrafo, l’intera storia non è che la preparazione di un delitto: ogni volta del prossimo delitto. La tentazione di pensare così è forte, e continuamente riaccesa."

— Adriano SofriMachiavelli, Tupac e la Principessa, Sellerio 2013.

"Insomma, “perseguire quello che amate” senza perdere l‘“avventatezza” è molto più facile se vivete in un paese in cui lo Stato si fa carico dello sviluppo delle tecnologie più rischiose, effettua gli ingenti e audaci investimenti iniziali e poi sostiene queste tecnologie fino alla fase in cui gli operatori privati sono in grado di “entrare in gioco e spassarsela”. E con buona pace dei profeti del “libero mercato”, che continuano a mettere in guardia dal pericolo che sia lo Stato a decidere chi vince e chi perde, possiamo dire che sono state le politiche del governo americano a gettare le basi per gli strumenti che hanno consentito alla Apple di diventare protagonista in uno dei settori high-tech più dinamici del XXI secolo. […] E’ indiscutibile che gran parte delle tecnologie di maggior valore utilizzate dalla Apple esistono grazie a forzi collettivi e cumulativi preesistenti, trainati dallo Stato e portati avanti senza timore delle prospettive incerte e spesso in nome, se non della sicurezza nazionale, della competitività economica."

— Mariana Mazzucato, Lo stato innovatore, Laterza 2014.

"La ricerca della verità non è mai andata e non può andare separata dalla responsabilità. Pensare è sempre anche scegliere, volere."

— Palmiro Togliatti, La guerra di posizione in Italia, Epistolario 1944-1964, Einaudi 2014.

"Saper godere del nostro essere così com’è è una forma di perfezione assoluta, e quasi divina. Noi cerchiamo condizioni diverse perché non siamo capaci di fare buon uso della nostra, e usciamo fuori di noi perché non sappiamo vedere quel che c’è dentro. Se pure saliamo sui trampoli, dovremo comunque camminare con le nostre gambe. E anche sul più alto trono del mondo saremo sempre seduti sul nostro culo. A mio giudizio le più belle vite sono quelle che si conformano al modello comune e umano compostamente, senza mirabilia e senza stravaganze."

— Michel de Montaigne, Saggi.

"Fino al 1994, il responsabile della censura cinematografica in Iran era un cieco. O meglio, quasi cieco. Prima di quell’incarico si era occupato di censura teatrale. Una volta uno dei miei amici drammaturghi lo aveva visto seduto in platea, con un paio di lenti talmente spesse che gli occhi non si vedevano quasi: un assistente gli spiegava quanto succedeva sul palcoscenico e prendeva nota delle parti che andavano tagliate.
Dopo il 1994, il censore passò a occuparsi del nuovo canale televisivo. Là perfezionò i suoi metodi e ordinò che gli autori gli fornissero i copioni registrandoli su una audiocassetta; non dovevano animarli in nessun modo. Il censore li giudicava basandosi su quei nastri. Ancora più interessante, comunque, è il fatto che il suo successore, che non era cieco - non fisicamente, almeno -, decise di adottare lo stesso sistema."

— Azar Nafisi, Leggere Lolita a Teheran, Adelphi 2004.

"La scoperta di internet o l’affermazione delle nanotecnologie non sono avvenute perché il settore privato voleva qualcosa, ma non disponeva delle risorse per investirci: sono avvenute grazie alla capacità di visione del governo in un’area che il settore privato ancora nemmeno immaginava. Anche quando lo Stato introdusse queste nuove tecnologie, il settore privato si dimostrò troppo timoroso per investire e toccò al settore pubblico sostenere la commercializzazione della Rete. E ci sono voluti anni perché il “venture capital” cominciasse a finanziare aziende attive nel settore delle biotecnologie o delle nanotecnologie. In questi e in molti casi simili gli “spiriti animali” più aggressivi albergavano apparentemente nel settore pubblico."

— Mariana Mazzucato, Lo stato innovatore, Laterza 2014.

"Il processo di progressiva neutralizzazione dei diversi ambiti della vita culturale è giunto al suo termine poiché è arrivato alla tecnica. La tecnica non è più terreno neutrale nella linea di quel processo di neutralizzazione ed ogni politica della potenza può servirsi di essa. Perciò rappresentare l’epoca contemporanea, in senso spirituale, come l’epoca tecnica può essere solo un fatto provvisorio. Il significato finale si ricava soltanto quando appare chiaro quale tipo di politica è abbastanza forte da impadronirsi della nuova tecnica e quali sono i reali raggruppamenti amico-nemico che crescono su questo terreno."

— Carl Schmitt, Genealogia della politica, Il Mulino 2010.