"Le traduzioni sono solo delle approssimazioni soggettive e questo è esattamente quello che provo quando parlo: quello che dico non è quello che penso ma solo quello che più gli si avvicina, con tutti i limiti e le imperfezioni del linguaggio. Quindi penso spesso che sia meglio stare zitto anziché esprimermi in modo inesatto."

— Peter Cameron, Un giorno questo dolore ti sarà utile, Adelphi 2007.

"Dopo un po’ ho portato fuori Mirò. Lemme lemme abbiamo fatto il giro dell’isolato e poi ci siamo seduti in cima alla scala di ingresso. A Mirò piace guardare dall’alto le persone e i cani che passano. Anche a me piace, soprattutto le notti d’estate - è come una parata lenta e scura. Abbiamo visto un uomo e una donna giovani - lui bello, con un completo di cotone chiaro, anche lei carina con un vestito estivo vecchio stile -, camminavano un po’ staccati, lui guardava dritto davanti a sé, lei aveva le braccia sul petto come se si abbracciasse, gli occhi a terra fissi sulle dita dei piedi che spuntavano dai sandali. Tutti e due tenevano a freno lo stesso sorriso esultante e ero sicuro che il loro era un amore appena nato. Magari si erano innamorati cenando nel giardino di un ristorante o a un tavolino sul marciapiede, magari non si erano ancora dati il primo bacio e camminavano un po’ staccati perché pensavano di avere tutta la vita avanti per camminare vicino, per toccarsi, e volevano gustare quel momento prima di toccarsi il più a lungo possibile, e sono passati senza accorgersi di me e Mirò. Ma qualcosa di loro mi ha intristito. La scena erra troppo bella: la notte d’estate, i sandali, i visi rapiti da quella gioia repressa. Mi pareva di essere stato testimone del loro momento più felice, del culmine che senza saperlo si stavano già lasciando alle spalle."

— Peter Cameron, Un giorno questo dolore ti sarà utile, Adelphi 2007.

"Mi pervengono in questo momento (ore 14) - quando, cioè, stavo per fare impostare questa lettera - i suoi auguri pel 1959: grazie!
Vuole sapere anche una cosa? Stanotte ho sognato proprio Lei: parlavamo come eravamo soliti fare nel 1947. Che mistero non è mai il mondo interiore dell’uomo! Ancora auguri di grazia e pace, dal fondo del cuore."

— Da una lettera di Giorgio La Pira a Palmiro Togliatti. In La guerra di posizione in ItaliaEpistolario 1944-1964, Einaudi 2014.

"Coloro che all’interno degli Stati Uniti guardavano con simpatia e possibilismo alla eventualità di un ingresso dei comunisti al governo, soprattutto in Italia, sostenevano che i partiti comunisti dell’Europa occidentale (e quello italiano in particolare) fossero ormai genuinamente autonomi da Mosca. Era questa un tesi non condivisa da Kissinger, in quanto inaccettabile rispetto alle premesse su cui si fondava la sua strategia. L’obiettivo della distensione era una stabilizzazione consensuale del bipolarismo, negoziata con Mosca. Le forze comuniste nazionali e indipendenti dell’Europa occidentale costituivano, per Washington come per Mosca, elementi turbatori di tale strategia. Non a caso Kissinger giunse a paragonare i comunisti italiani ai dissidenti del blocco comunista: soggetti destabilizzanti di un ordine bipolare che andava attentamente mantenuto e rafforzato."

— Mario Del Pero, Henry Kissinger e l’ascesa dei neoconservatori, Laterza 2006.

"Per “teologia politica” si intende qui la legittimazione teologica di un ordine politico, la deduzione di una forma politica dalla religione; un’altra accezione del termine - la teologia politica intesa come specifica teoria della secolarizzazione, che individua un’analogia strutturale tra forma dell’argomentare teologico e la concettualità del diritto pubblico statale -, discende dalla prima, di cui è la forma razionale moderna; altra cosa è invece la teologia politica critica, cioè la desacralizzazione della politica alla luce della dimensione escatologica del cristianesimo, diversa a sua volta dall’impegno per un’ermeneutica e una realizzazione politica del Vangelo nella società di oggi (quella che negli anni ‘60 e ‘70 del XX secolo si definiva “la nuova teologia politica”). Queste quattro accezioni del termine rientrano evidentemente nella distinzione proposta da Assmann fra teologica politica della stabilità (le prime due) e teologica sociale della critica e della mobilitazione (le altre due)."

— Carlo Galli, Non nominare il nome di Dio invano, Il Mulino 2011.

"

Io ci sono. Tu - ci sarai. Ci divide un abisso.
Io che bevo. Tu - che riardi. Come fare a trovarci?
Dieci anni, anzi no, centomila
ci separano. I ponti Dio non li fa.

"Sii! Ora!" è il mio comandamento. O almeno
va’ per la tua strada e lasciami crescere.
Io ci sono. Tu - ci sarai. Tra dieci inverni
tu mi dirai: “Ora ci sono!”, ma io: “Era tanto tempo fa…”

"

— Marina Cvetaeva, Scusate l’Amore. Poesie 1915-1925, Passigli 2013.

"Il potere più falso è proprio quello che simula la trasparenza ormai raggiunta, che celebra la estraneità dei suoi interpreti al professionismo politico e che si propone al pubblico come una entità amica che smaschera, dischiude, disvela."

— Michele Prospero, Il libro nero della società civile, Editori Riuniti 2013.

"Il suo parlare mi ricordava una sorta di smorzato tubare, contenuto, casto e nondimeno torrido, un mormorare di fonti sotterranee, il lontano rullare di treni lontani, che talvolta si sente nelle notti insonni, e la più banale delle sue parole acquistava per me, grazie a questa profondità del timbro col quale veniva pronunciata, la pienezza, il vigore espressivo di un remoto linguaggio primitivo, non esattamente comprensibile ma certo chiaramente intuibile, scomparso, forse una volta vagamente inteso in sogno."

— Joseph Roth, La Cripta dei Cappuccini, Adelphi 1992.

"Vorrei essere riuscito a far comprendere che la nostra azione politica non si può condurre soltanto in difesa di posizioni di principio, ma deve sempre tener conto di numerosi altri elementi. Sono oramai ben più di dieci anni, anzi, direi che è dal tempo della guerra di Spagna che noi ci studiamo di muoverci in questo modo, e questa è una delle cause del nostro grande sviluppo, perché migliaia e migliaia di lavoratori hanno capito che noi siamo un partito rivoluzionario, ma un partito che sta coi piedi per terra ed è capace di guidarli a quelle conquiste parziali che sono necessarie e possibili in ogni momento. Questa osservazione vale ancora di più per il movimento sindacale. L’organizzazione sindacale, più ancora del partito politico, deve sapere, dopo avere avanzato e difeso le sue posizioni di principio, accettare quelle condizioni che in quel momento, data la situazione del movimento, bisogna accettare per non essere tagliati fuori dal contatto con le masse, dalla successiva trattativa sindacale, ecc."

— Palmiro TogliattiLa guerra di posizione in ItaliaEpistolario 1944-1964, Einaudi 2014.

""La menzogna è più forte della verità. Più forte della vita. Sta alle radici dell’essere, frondeggia al di là della vita". L’oscuro stormire degli alberi lungo la strada di San Martino si propagò alle più oscure fronde della menzogna. "Le radici, le fronde!": con disgusto spesso si sorprendeva a pensare per immagini. "Il bambino mente come respira: e noi gli crediamo. E così crediamo al selvaggio: sulla parola dei padri gesuiti, tutto sommato. E crediamo che la verità era prima della storia, e che la storia è menzogna. Invece è la storia che riscatta l’uomo dalla menzogna, lo porta alla verità: gli individui, i popoli…"."

— Leonardo Sciascia, Il Consiglio d’Egitto, Adelphi 2010.